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Banca

Che cosa una banca?


Le banche rivestono un ruolo centrale nella struttura finanziaria;esse oltre ad offrire prestiti e depositi assistono le società nell’emissione e nel collocamento di titoli e vendono al pubblico strumenti emessi da altri operatori. Nel nostro paese il ruolo di intermediario è soprattutto ricoperto dalle banche e l’80% dei ricavi da intermediazione sono generati da essa.

CHE COS’E’ UNA BANCA

La legislatura italiana la definisce come un’impresa autorizzata a raccogliere risparmio,tramite forme diverse,presso il pubblico ed a erogare credito. Quindi possiamo definirla un’impresa “speciale”visto che è autorizzata ad operare sulla base di requisiti stabiliti dalla Banca d’Italia.

Tutti i paesi più sviluppati hanno un settore bancario efficientemente regolamentato;compito della banca è trasferire le risorse finanziarie da chi ne ha in eccesso a chi ne ha bisogno. Le banche hanno una funzione cruciale all’interno dell’economia in quanto sopperiscono ai costi e alle scarse informazioni che si hanno volendo partecipare al mercato.

Esse fungono da tramite tra imprese e risparmiatori offrendo a questi ultimi contratti abbastanza liquidi,poco rischiosi e sufficientemente redditizi. Altro motivo è dato dalla loro organizzazione e competenza che permette una valutazione del grado di rischio.

Ciò spiega perché applicano interessi maggiori sui prestiti  in confronto ai depositi:la differenza tra la media dei tassi sui prestiti e quella sui depositi rappresenta la remunerazione che la banca ottiene per la trasformazione dei rischi e delle scadenze. Quanto appena descritto è il fulcro dell’attività bancaria;negli ultimi anni si è visto un indirizzamento maggiore delle banche sui mercati mobiliari a scapito dell’attività creditizia.

Questo fenomeno prende il nome disintermediazione.Nella definizione di banca viene anche precisato che oltre all’attività bancaria può prestare una vasta gamma di altre attività.

Negli ultimi 100 anni la storia della banca in Italia ha attraversato 3 fasi:

  1. quella prima della legge del 1936
  2. i 60 anni che sono passati dalla legge del 36 al testo unico bancario del 1993
  3. il successivo periodo alla divulgazione del testo.

Il primo periodo comprende gli anni del boom industriale e dello sviluppo della banca mista(modello di matrice tedesca)infatti in quegli anni non era insolito che una banca controllasse un’impresa e viceversa.

La relazione tra banca ed impresa comportava però grossi rischi che sfociarono nel tracollo economico degli anni 30.

La legge bancaria del 36 cercò di regolamentare il settore allo scopo di evitare nuovi tracolli;tale legge affermava il carattere di pubblico interesse dell’attività bancaria e fissava rigidi criteri di specializzazione e imponeva il divieto di relazioni proprietarie della banca nel settore industriale.

Si è provveduto a rafforzare la figura della Banca d’Italia dotandola di maggiori poteri vigilatori e su un regime autorizzativo atto a localizzare e numerare gli sportelli autorizzati; tale normativa ha stabilizzato il sistema bancario ma non lo ha reso efficiente.Un cambiamento si è verificato nella metà degli anni 80 con il recepimento di una direttiva comunitaria che riconosceva alle banche non più il carattere di pubblico interesse ma quello di impresa. Solo negli anni 90 però la liberalizzazione della concorrenza tra banche hanno fatto decollare il settore rendendolo come è oggi.

Oggi la banca ha una vasta libertà operativa,può concedere prestiti,raccogliere depositi,acquistare o vendere prodotti finanziari sia per conto proprio che per altri,assistere le società nel collocamento e nella quotazione dei titoli,gestire i portafogli. n sintesi può ricoprire tutte le figure presenti in un mercato.

Naturalmente, vista la concorrenza straniera,le banche sono cresciute sia sul piano delle dimensioni che su quello professionale garantendo servizi sempre più specializzati;nel corso degli ultimi anni si è visto:

  1. l’aumento degli sportelli e la diminuzione delle banche
  2. la riduzione del margine d’interesse e la crescita del margine di intermediazione
  3. la crescita degli utili(grazie ai minori costi) e dell’efficienza gestionale

Grazie allo sviluppo del settore oggi il clienti può scegliere su una vasta gamma di servizi offerti dalla banca. Con l’aumento di tali servizi sono aumentati anche le figure intermediatizie(anche non bancarie)a cui rivolgersi e i canali di contatto:internet,telefono,POS,ATM, etc.

La competizione ha ridotto i costi aumentato i rendimenti e migliorato l’offerta, cosa che va a tutto vantaggio del cliente. Il cardine sta nell’informazione,oggi molto dettagliata e completa che ha permesso,grazie alla tecnologia, un reperimento rapido di essa ma ha prodotto anche una controindicazione:la vastità di informazioni ha costretto l’investitore a dover acquisire una competenza maggiore a fronte del rischio di gravi errori valutativi. Inoltre, molti prodotti offerti sono altamente rischiosi o di difficile comprensione;la vasta mole di offerte proposte da uno stesso soggetto ha creato anche il problema del conflitto d’interesse.

Per finire, l’alta competitività ha portato spesso le banche ad operare in maniera non sempre conforme ad una gestione prudenziale e leale. Bisogna dire che le autorità preposte alla vigilanza conoscono bene i problemi e stanno cercando di porvi rimedio tramite l’aggiornamento continuo delle norme che regolano il settore.
 

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